Impianti calcestruzzo 2018-01-05T16:42:58+00:00

Gli impianti di calcestruzzo

Attualmente sono tre gli impianti di calcestruzzo in funzione, dislocati tra le province di Lecce e Brindisi.

Il materiale estratto e lavorato nella cava, viene trasferito presso gli appositi impianti del Gruppo Trio, per essere stoccato o conferito direttamente nelle vasche di carico, ossia i contenitori di sabbia, breccia e graniglia, che si utilizzano per il confezionamento del calcestruzzo. Altrettanto importanti sono i sylos, ciascuno dei quali contiene una diversa tipologia di cemento (32,5 – 42,5 portland – 42,5 pozzolanico).

L’inerte (sabbia, breccia o graniglia) e il cemento viaggiano singolarmente sui nastri trasportatori, fino a confluire nelle betoniere (tramite l’imbuto chiamato calza, dotato di filtro aspiratore), dove avviene la miscelazione. Per ultimo, viene immesso l’additivo, cioè il fluidificante che permette al calcestruzzo di amalgamarsi.

Il parco betoniere del Gruppo Trio è composto perlopiù da mezzi Euro 5 (un requisito necessario per lavorare in ambienti chiusi). In particolare, le betonpompe servono a trasportare il materiale nei cantieri e a gestirlo su diversi piani, in altezza e in lunghezza.

Le classi di esposizione del calcestruzzo

Gli utilizzi del calcestruzzo variano in base alle classi di esposizione, che identificano l’ambiente cui è destinato il prodotto.

Ad esempio, un calcestruzzo destinato a un ambiente urbano (per intenderci alle abitazioni civili), ha requisiti differenti rispetto a una fornitura per la realizzazione delle vasche di un acquedotto. Dunque, il calcestruzzo standard è quello tipico dell’ambiente urbano, in cui si verificano fenomeni di corrosione dovuti alla carbonatazione (XC). Nel caso di ambienti più aggressivi, caratterizzati da un attacco chimico (XA), come le vasche per gli impianti di depurazione, è opportuno utilizzare calcestruzzi resistenti a un’aggressione chimica (in presenza di solfati, cloruri ecc.).

In prossimità di strutture da edificare sulla costa, il calcestruzzo deve invece essere confezionato per resistere alla corrosione da cloruri di mare (XS). Infine, in alcune circostanze, si può verificare un attacco da cicli gelo/disgelo (XF), che richiede l’impiego di un calcestruzzo resistente agli sbalzi di temperatura.

Il Mix Design, ovvero la composizione del calcestruzzo, varia anche in base all’utilizzo del  cemento: nell’XC si usa il portland, impiegato nel 70% delle opere edili e civili. Al contrario, in ambienti molto aggressivi, è consigliato usare cementi pozzolanici (cementi ARS o AARS), di gran lunga superiori rispetto a un portland tradizionale, in termini di purezza.