La Cava 2017-12-19T19:14:17+00:00

La Cava

La cava del Gruppo Trio, situata in agro di Lecce, si estende per circa 37 ettari, pur avendo in origine una dimensione più ridotta. Acquistata dalla famiglia Trio nel 1976, con il passare degli anni, si è ampliata notevolmente in larghezza. In passato, la pietra veniva estratta quasi a mano. Fino a qualche anno fa, l’estrazione non si effettuava con gli escavatori muniti di martello demolitore, bensì attraverso l’utilizzo di polvere esplosiva, che faceva brillare la roccia.

La tecnologia ha poi facilitato l’intero processo. Nel 1993, è stato montato l’impianto primario della cava, completato nel 2001 con l’impianto secondario e terziario. Per quanto riguarda la produzione di materiale, all’interno della cava vengono macinati complessivamente circa 1000 mc al giorno. Una quantità che è sinonimo di innovazione, in grado di rifornire i tre impianti di calcestruzzo del Gruppo Trio e di garantire ampia disponibilità di materiale a numerosi clienti (fabbriche di mattoni, imprese stradali ecc.).

L’estrazione della pietra

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Il lavoro principale si svolge sui fronti cava, dove avviene l’estrazione della roccia calcarea, attraverso gli escavatori dotati di martello o benna. La roccia viene martellata e caricata sui camion da cava, i cosiddetti “dumper” (Perlini) e poi viene trasportata fino all’impianto di frantumazione.

Frantumazione e pulizia

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Nell’impianto di frantumazione, avviene la pulizia della materia prima. La pietra arriva dal fronte cava insieme al materiale terroso non idoneo alla macinatura, quindi è necessario pulirla. Viene ribaltata dai camion all’interno di una vasca per essere frantumata. Una volta frantumata, ha inizio la pulizia su un nastro che termina nel vaglio vibrante, un setacciatore provvisto di reti forate che mandano avanti il materiale pulito, lasciando cadere la terra (lo spolvero). In questo modo, si ottengono i primi due prodotti: la pietra vagliata, che ha una pezzatura dai 7 ai 20 cm, e lo stabilizzato (detto anche misto cava), utilizzato ad esempio come sottofondo per i manti stradali, prima di ricoprire con l’asfalto, di bitumare o prima di realizzare piazzali che richiedono il getto di calcestruzzo.

Con la pietra vagliata si possono realizzare dei riempimenti. Questo materiale si utilizza, infatti, nelle fondamenta delle abitazioni: una volta fatto lo scavo, si procede al riempimento (in sostanza, serve a consolidare la base e i pilastri). Inoltre, può essere usata anche insieme al calcestruzzo per ottenere il “calcestruzzo ciclopico”.

Macinatura

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La fase successiva è la macinatura: dopo la frantumazione, la pietra viene lavorata all’interno dei mulini, ossia delle casse di ferro contenenti quattro martelli che macinano il materiale. Successivamente, il prodotto va a finire nuovamente su altri setacciatori a strati (vagli vibranti), che servono a dividere e a stoccare il materiale. La stratificazione è composta da tre reti: una rete con un foro da 3 cm, una rete da 1 cm e una da 1mm. A questo punto, il materiale si suddivide a seconda della granulometria della pietra. Al termine di ogni strato, partono i nastri trasportatori che stoccano il materiale.

I prodotti della cava

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I materiali ottenuti dalla macinatura sono quattro, ognuno con una propria granulometria.

Risetta: ha uno spessore di 0,5 cm – 1 cm; si usa principalmente per la costruzione di blocchi in calcestruzzo. Si può usare anche per realizzare di vialetti stradali.

Graniglia: (1-2 cm) viene usata per la produzione di calcestruzzo (il calcestruzzo è un conglomerato di acqua, cemento e sabbia, che viene rinforzato con l’uso della breccia o della graniglia).

Breccia: (2-3 cm) si utilizzata sempre per il calcestruzzo (spianature, massetto).

Sabbia: (0 – 0,4 cm) è usata nel settore edile per la produzione di mattoni, di calcestruzzo, per l’intonaco, per piastrellare.

Esiste inoltre una misura intermedia, chiamata “fuori vaglio”, che non rientra nelle precedenti granulometrie. In questo caso, il materiale viene convogliato in un altro mulino, che rimacina il materiale non setacciato dai vagli attraverso due martelli. Da questa tipologia di mulino (più piccolo rispetto a quello con quattro martelli), si ottengono granulometrie differenti.

I prodotti ottenuti dalla frantumazione delle pietre grosse sono tre: stabilizzato, pietra vagliata e pietrisco 4/7. Quest’ultimo può essere macinato e trasformato in sabbia, oppure utilizzato per i riempimenti nella sua dimensione originale.